GUARDANDO AGLI USA

Negli USA la campagna elettorale presidenziale è decisa dalla raccolta fondi, dalla concentrazione del consenso verso un candidato. Obama ha fatto scuola ottenendo il suo secondo mandato mediante una squadra di informatici che ha utilizzato al meglio i social.
Se è vero che quanto succede negli USA si verifica poi nella vecchia Europa, bisogna chiedersi: anche la politica italiana scivolerà verso una sorta di presidenzialismo in barba alla Costituzione?
La risposta è: dopo la meteora del Movimento 5 Stelle, sì. Perché anche i più ingenui stanno comprendendo che la promessa di essere democrazia dal basso e forza popolare dei meetup era una favola, ed è stata tradita da un pugno di persone che obbedivano a un progetto verticistico. Non è un caso che nei territori di tutta Italia le iniziative degli attivisti siano sfumate in un modo o in un altro.
Questo ignobile tradimento ha già innescato una bomba astensionista. Il M5S è stata l’ultima suggestione idealista.
Dopo, in Italia come negli USA, il 30% della popolazione andrà a votare per coalizioni, carrozzoni e vuoti simboli inventati da chiunque possieda uno straccio di notorietà. Salvini, Meloni, Renzi, Calenda, Di Maio, Conte, e persino Fedez, fanno bene a giocarsela, strapperanno un tornaconto. L’Italia no.

                                                                                      Andrea Pirro

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