
Ormai in Italia un elettore su tre non partecipa alle elezioni politiche perché non crede più nell’utilità del proprio voto. C’è disgusto per la politica: gli stipendi sono fermi da anni mentre il costo della vita corre, il debito pubblico continua a crescere. Eppure i risultati elettorali confermano signori che da decenni occupano poltrone in Parlamento (statisti eccelsi e insostituibili? o gestori di clientela fino alla morte?).
Un’alternativa all’astensione sarebbe votare per partiti nuovi. Nuovi simboli fioriscono in occasione delle elezioni. In Italia è facile mettere su un partito. L’ordinamento italiano non dice che cosa deve essere il partito politico, non fissa paletti sulla sua democrazia interna. Non esige, ad esempio, che i partiti siano associazioni radicate nei territori, che i loro rappresentanti siano designati da assemblee di iscritti e siano ricandidabili per un limitato numero di mandati.
La disgregazione delle forze politiche, cominciata alla fine degli anni 80’ con la caduta delle ideologie, ha fortemente accelerato nell’epoca di internet. I nuovi partiti sono diversi dai vecchi, per lo più sono partiti personali che si identificano col proprio leader. Quindi il partito è verticistico, la figura del leader cattura consensi nei territori come un faro che illumina la via da lontano. Perciò non sono indispensabili attivisti locali, non serve neppure un gran numero di voti perché il partito, di destra o di sinistra che sia, governerebbe comunque in coalizione con altre forze politiche.
In questo contesto è difficile che il voto dell’elettore sia utile. Sarebbe utile se esistesse il partito della responsabilità, un partito fondato sulla partecipazione. Perché in una vera democrazia le scelte ardue, impopolari, scaturiscono dal confronto e dalla condivisione.
Andrea Pirro
DEMOCRAZIA COMPIUTA
INDICE DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI
L’INVENZIONE DEL PARTITO, 18 settembre 2021
L’ILLUSIONE DI PARTECIPARE, 18 settembre 2021
SETTE ANNI DOPO, 20 settembre 2021
SUL NUOVO STATUTO DEL M5S, 20 settembre 2021
I GOVERNI FATTI DALLA MASSONERIA, 20 settembre 2021
SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, 20 settembre 2021
DEMOCRAZIA ELETTORALE, 3 ottobre 2021
DALLA PARTECIPAZIONE ALL’OCCUPAZIONE, 14 ottobre 2021
IL PARTITO VIRTUALE, 24 ottobre 2021
LEGGE SUI PARTITI, 11 novembre 2021
GUARDANDO AGLI USA, 17 novembre 2021
IDENTITA’ E FACCIATA, 27 novembre 2021
MEDIOEVO ITALIANO, 2 dicembre 2021
L’INVENZIONE DEL PARTITO 2, 27 dicembre 2021
DA RIVOLUZIONARI A PARASSITI, 2 gennaio 2022
L’ULTIMO PARTITO, 23 gennaio 2022
IL PAESE DOVE IL PASSATO E’ INSUPERABILE, 5 febbraio 2022
LA BANDA BASSOTTI, 21 febbraio 2022
VLADIMIR PUTIN L’AUTOCRATE, 7 marzo 2022
I PARTITI DEL DEBITO, 19 marzo 2022
VERTICISMO MASCHERATO, 5 aprile 2022
CHE NE SARA’ DEL PARTITO POLITICO?, 18 maggio 2022
GLI EMARGINATI DELLA POLITICA , 2 giugno 2022
IL PARTITO MAI NATO, 26 giugno 2022
IL GRANDE SOGNO, 6 luglio 2022
OCCUPARE SENZA GOVERNARE, 22 luglio 2022
PROFUMO DI POLTRONA, 10 agosto 2022
LA RIVOLUZIONE PROSSIMA VENTURA, 21 agosto 2022
POLITICA E SPETTACOLO, 19 settembre 2022
ITALIA, ELEZIONI POLITICHE 2022, 26 settembre 2022
IL PARTITO DELLA PARTECIPAZIONE NON C’E’ PIU’, 13 ottobre 2022
SUL NUOVO GOVERNO, 30 ottobre 2022
LA CRISI DEI PARTITI, 26 dicembre 2022
PRESIDENZIALISMO STRISCIANTE, 9 aprile 2023
MIGRANTI, 3 giugno 2023
IL NON-PARTITO, 18 giugno 2023
COME FINIRA’?, 22 luglio 2023
PARTITI VIRTUALI, 17 agosto 2023
SE LA DEMOCRAZIA E’ UN INGANNO, 3 dicembre 2023
SALVINI, 31 dicembre 2023
ELEZIONI 2024 DELLA REGIONE SARDEGNA, 15 febbraio 2024
IL PARTITO DEL DEBITO, 19 marzo 2024
DEMOCRAZIA, 26 aprile 2024
ELEZIONE DIRETTA DEL PREMIER, 7 luglio 2024
PARTITI FATTI DI NUMERI, 18 luglio 2024
IL M5S NON E’ EVAPORATO, 27 ottobre 2024
DEMOCRAZIA ALL’ITALIANA , 4 gennaio 2025
LA COSTITUENTE DEL M5S, 4 gennaio 2025
LA PERSONALIZZAZIONE DELLA POLITICA, 13 febbraio 2025
DEMOCRAZIA TRADITA, 30 luglio 2025
PARTECIPAZIONE, 27 agosto 2025
LA DEMOCRAZIA E’ CONFRONTO, 2 febbraio 2026
IL PARTITO CHE NON C’E’, 8 aprile 2026