IL PAESE DOVE IL PASSATO E’ INSUPERABILE

Roma, gennaio 2022. L’elezione del nuovo Presidente della Repubblica doveva essere per i partiti politici italiani una prova di responsabilità sui futuri sette anni. La conferma dell’ottantunenne presidente Mattarella mostra che non si è riusciti a scegliere una figura di nuova generazione, magari una donna, magari una persona che non abbia vissuto di politica. Ancora una volta i partiti hanno ripiegato sullo status quo, probabilmente in seguito a pressioni della UE che temeva che l’inconcludenza potesse spaventare i mercati finanziari. (I tentennamenti di un Paese enormemente indebitato, e impegnato ad indebitarsi per altri 200 miliardi di euro, spaventano).
Alla politica italiana mancano idee-forza per uscire dal debito, per recuperare competitività nella concorrenza globale, per risolvere problemi fondamentali come quello dell’energia. Davanti a questa annosa difficoltà, aggravata ora dalla crisi pandemica, i partiti politici italiani si disgregano, degradano a fazioni e puntano, anche i più antichi, a cavalcare gli umori del momento. Ogni giorno ne nascono di nuovi intorno alla notorietà di qualcuno, oppure sulla scia di proteste sociali. Questi partiti sarebbero in grado di sostenere grandi riforme? progetti che comportino sacrifici o che possano dispiacere a qualcuno?
Ecco spiegato l’immobilismo impersonato dai tre anziani in abito scuro che occupano i vertici dello Stato. Eccoli i tre notai del dissesto italiano: nessuno più di loro può testimoniare come la democrazia italiana sia stata accompagnata da un’espansione del debito, e quel debito prova che le difficoltà si sono sempre affrontate divisi, mettendo pezze con soldi presi in prestito.
Sebbene i telegiornali si sforzino di nobilitare le vicissitudini dei partiti nostrani dipingendoli come interpreti del pensiero popolare, l’astensionismo elettorale mostra che gli italiani non credono nei “partitini”. Solo una LEGGE SUI PARTITI potrebbe ricreare fiducia nella politica e far nascere in Italia forze politiche capaci di mobilitazione corale e responsabile. Solo il partito agganciato alla sua base tramite una forte cinghia di trasmissione può realizzare riforme incisive. Regola n° 1: le cariche dirigenziali del partito non sono replicabili perché il partito non deve avere padroni, non deve riservare la poltrona a nessuno.

                                                                    ANDREA PIRRO

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