I pilastri della democrazia sono almeno tre:
- La divisione dei poteri;
- i partiti politici;
- libere elezioni.
Basta la distorsione di uno di questi tre princìpi per trasformare il “governo del popolo” nel paravento di un regime. Nell’occidente che si ispira alla “grande democrazia statunitense” il partito politico è l’elemento più falsificato. In Italia, al tempo della rete e degli influencer, il partito politico è un feticcio mediatico personale, una bandierina con l’effigie del capo. Il capo lancia slogan, scrittura famosi per acchiappare voti, piazza gli amici. Tutti gli altri, tutti, compresi coloro che si considerano attivisti, possono solo mettere una croce sulla scheda elettorale. Prendere o lasciare.
Soltanto una LEGGE SUI PARTITI può salvaguardare le agorà di partecipazione previste dall’art 49 della Costituzione della Repubblica Italiana. Solo una LEGGE SUI PARTITI può difendere il partito da attacchi esterni e interni: dalla proliferazione di simboli fittizi, dall’imbroglio delle coalizioni, dalle manovre di quanti non vogliono la selezione e il rinnovo della classe politica.
Andrea Pirro