MOVIMENTO 5 STELLE, PARTITO DEMOCRATICO, SINISTRA FUTURA, DEMOS, ROSSOMORI, ALLEANZA VERDI SINISTRA, PROGRESSISTI, FORTZA PARIS, ORIZZONTE COMUNE, CIVICA PER TODDE, PSI SARDI IN EUROPA, ALLEANZA SARDEGNA PLI, DC CON ROTONDI, UDC SARDEGNA, PARTITO SARDO D’AZIONE, FORZA ITALIA, RIFORMATORI SARDI, SARDEGNA AL CENTRO 2020, LEGA SALVINI SARDEGNA, FRATELLI D’ITALIA, AZIONE, ITALIA VIVA, PROGETTOSARDEGNA.
Che significano tutti questi nomi? Sono i nomi dei “presentatori di liste”, cioè dei soggetti che hanno espletato le formalità per candidare persone alle Elezioni 2024 del Consiglio Regionale della Sardegna. Questi presentatori sono i “partiti o i gruppi politici organizzati” indicati dalla legge elettorale della Sardegna n° 7 del 1979. La stessa legge non stabilisce alcuna regola volta a circoscrivere il campo a forze politiche idonee alla presentazione di liste. La legge non prescrive, ad esempio, che i “partiti o i gruppi politici organizzati” debbano dimostrare di non essere soltanto nomi, di possedere una storia di attivismo politico svolto con metodo democratico, come prevede l’art. 49 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Il gran numero di partiti non rispecchia dunque il fervido impegno politico del popolo sardo. Semplicemente i 25 “presentatori di liste” hanno dato a circa 1600 persone la possibilità di scommettere sulla propria faccia.
E i partiti italiani? I partiti italiani sono altrettanto lontani dal dettato costituzionale: non sono associazioni di cittadini che studiano, si confrontano con i lavoratori e con le imprese, per concorrere a orientare la politica nazionale. Molti non hanno radici territoriali, non selezionano la classe politica. Sono partiti verticistici, partiti personali, se non padronali, che riproducono al loro interno regimi cortigiani.
Così “in democrazia” gli italiani convivono a cuor leggero con una risaputa finzione, come in altre epoche tristissime.
Andrea Pirro